CHI SONO
Prima di fare il consulente, ho dovuto far funzionare le cose.
Per oltre dieci anni ho lavorato dall’altra parte della scrivania: ho fondato e gestito un’agenzia di comunicazione, seguito clienti, coordinato persone e fornitori, costruito progetti, gestito budget e affrontato tutti quei problemi che inevitabilmente esistono tra una buona idea e la sua realizzazione.
Oggi porto quell’esperienza dentro le aziende.
Non basta sapere cosa si potrebbe fare.
Serve capire cosa conviene fare. E portarlo fino in fondo.
Ho costruito un percorso trasversale.
Ed è stato un vantaggio.
IL PERCORSO
Ho studiato Studi Internazionali all’Università degli Studi di Trento. Non era una laurea in marketing, ma mi ha abituato ad analizzare fenomeni complessi da punti di vista differenti, lavorare sui dati e cercare di comprendere il contesto prima di arrivare alle conclusioni.
La comunicazione, intanto, era già diventata la mia direzione.
Prima ancora di laurearmi decisi di entrare in un’agenzia di comunicazione di Vicenza per capire davvero come funzionasse quel lavoro. Iniziai come copywriter.
È una formazione che ancora oggi considero importante: prima degli strumenti, dei canali e dei formati viene il messaggio. E prima del messaggio bisogna capire cosa vogliamo ottenere e con chi stiamo parlando.
Nello stesso periodo, la sera, insieme a due colleghi stavamo provando a costruire qualcosa di nostro.
All’inizio erano piccoli lavori, pochi mezzi e molta voglia di fare.
L’ESPERIENZA
Quel progetto sarebbe diventato un’agenzia di comunicazione.
Negli anni abbiamo lavorato con aziende private, istituzioni pubbliche, realtà B2B e B2C, affrontando progetti molto diversi tra loro: posizionamento, campagne pubblicitarie, comunicazione interna, siti ed e-commerce, produzioni video, contenuti, branding e attività di marketing.
La specializzazione più importante, però, è sempre stata un’altra: riuscire a tenere insieme tutto.
Capire l’azienda, costruire una direzione e fare in modo che strategia, messaggi, contenuti, strumenti, persone e fornitori lavorassero verso gli stessi obiettivi.
Gestire un’agenzia mi ha inoltre obbligato a conoscere molto più della comunicazione. Clienti e collaboratori, preventivi e fornitori, contratti e burocrazia, pianificazione, problemi commerciali, organizzazione, investimenti e amministrazione.
E soprattutto, prendere decisioni.
Da un piccolo studio
a un’agenzia di comunicazione
Una soluzione non deve essere soltanto corretta.
Deve funzionare nella realtà.
L’ESPERIENZA IMPRENDITORIALE
Gestire un’agenzia ha cambiato profondamente il mio modo di guardare al marketing e alla comunicazione.
Quando parlo con un imprenditore, budget, tempi, disponibilità delle persone, problemi organizzativi o vincoli commerciali non sono elementi secondari rispetto alla strategia.
Sono parte della strategia.
So cosa significa dover scegliere tra attività che sarebbero tutte utili, decidere dove investire, rinviare qualcosa, trovare un compromesso o far funzionare un progetto con risorse che non sono infinite.
Per questo cerco soluzioni che siano sostenibili per l’azienda che ho davanti, non per un’azienda ideale che esiste soltanto sulla carta.
Una strategia deve funzionare
dentro l’azienda.
Volevo stare
più vicino al problema.
IL CAMBIO DI PROSPETTIVA
L’esperienza in agenzia mi aveva insegnato moltissimo. Nel tempo, però, ho capito che il modo in cui riuscivo a creare più valore per alcune aziende era entrare maggiormente nelle loro dinamiche.
Non volevo essere coinvolto soltanto quando era già stato deciso di realizzare un sito, una campagna, un video o un nuovo materiale commerciale.
Volevo essere presente prima.
Quando bisogna capire quale sia realmente il problema. Quando ci sono molte possibilità e bisogna stabilire le priorità. Quando serve decidere cosa fare, ma anche cosa non fare.
E soprattutto quando serve qualcuno che conosca strumenti e fornitori, ma non abbia interesse a proporre necessariamente una soluzione anziché un’altra.
È da questa scelta che nasce Prado Consulenza.
Non partire dallo strumento.
Partire dal problema.
OGGI
Il mio obiettivo non è diventare semplicemente un altro fornitore a cui assegnare delle attività.
Mi interessa arrivare abbastanza dentro l’azienda da comprenderne obiettivi, persone, mercato, prodotti, problemi e risorse.
E da lì assumermi una parte della responsabilità.
Significa raccogliere le informazioni che mancano, fare domande, definire priorità, costruire un piano, cercare le competenze necessarie, confrontare soluzioni e preventivi, coordinare persone e fornitori e verificare ciò che viene prodotto.
Sempre mantenendo una visione complessiva del progetto.
Lavoro dalla parte
dell’azienda.
Non come un altro fornitore da coordinare, ma come una persona a cui affidare una parte del problema.
Capire
Azienda, mercato, persone, problemi, obiettivi e opportunità prima di decidere cosa fare.
Scegliere
Stabilire priorità, investimenti e attività realmente utili rispetto alle risorse disponibili.
Coordinare
Far lavorare insieme competenze interne, specialisti e fornitori mantenendo una direzione unica.
Mettere a terra
Trasformare le decisioni in attività concrete e verificare che ciò che è stato pianificato venga realmente fatto.
Non devo vendere una determinata soluzione. Devo contribuire a trovare quella più utile all’azienda.
C’è poi un mondo
che conosco da dentro.
MOTORSPORT E DUE RUOTE
Il motorsport fa parte della mia vita da molto prima del marketing.
Ho iniziato a gareggiare sulle due ruote da bambino e a sedici anni ho disputato la mia prima gara di enduro. Da allora il motociclismo sportivo è rimasto una presenza costante, prima come pilota e poi anche da prospettive molto diverse.
Nel 2022, insieme ad altri due piloti, ho raccolto l’eredità di una struttura sportiva esistente dando vita a un nuovo percorso per GTS Motorsport.
Come Vicepresidente mi sono occupato non soltanto della comunicazione, ma anche dell’amministrazione dell’associazione, dello sviluppo commerciale, degli sponsor e della costruzione dei progetti sportivi.
Anche qui il lavoro è stato soprattutto mettere ordine, definire una direzione e costruire una struttura più organizzata, credibile e interessante per piloti e partner.
UN VANTAGGIO SPECIFICO
Pilota, appassionato, dirigente di un team, responsabile della comunicazione e amministratore di un’associazione sportiva.
Ho vissuto questo mondo da molti lati diversi.
È un’esperienza particolarmente utile quando lavoro con aziende che operano nel motorsport, nella moto o più in generale nella mobilità su due ruote.
Conosco il linguaggio, i prodotti, le persone e molte delle dinamiche che stanno dietro a questo mercato.
So cosa guarda un appassionato perché sono un appassionato. So cosa cerca un pilota perché corro. E conosco anche esigenze e vincoli di chi deve trasformare quella passione in un prodotto, un servizio, un progetto sportivo o un’attività economicamente sostenibile.
Non significa che lavoro soltanto in questo settore. Significa che, quando lo faccio, non devo iniziare imparando da zero il mondo nel quale l’azienda opera.
Nel motorsport e nelle due ruote
parto qualche metro più avanti.
Alla fine, il mio lavoro
è diventato questo.
IL MIO RUOLO
Entrare in un’azienda.
Capirla.
Individuare ciò che conta.
Mettere ordine.
Costruire una direzione.
Fare in modo che venga seguita.
Non credo che un’azienda abbia sempre bisogno di fare più marketing.
Molto più spesso ha bisogno di sapere perché sta facendo quello che fa, scegliere meglio dove concentrare le proprie risorse e avere qualcuno che tenga insieme il progetto.
